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Associazione Amici dell'Istituto Sturzo


 

Biblioteca di Gabriele De Rosa

 

A due mesi dalla scomparsa di Gabriele De Rosa, la Biblioteca dell'Istituto ha acquisito  il suo patrimonio librario che  consiste di oltre 20.000 volumi monografici, nel corso degli anni regolarmente catalogati, etichettati e ordinati da personale incaricato dal Professore stesso.

 

L’Istituto ha predisposto un magazzino esterno perfettamente attrezzato, climatizzato e posto in sicurezza, capace di contenere scaffali per oltre 360 metri lineari, sufficienti per ospitare le monografie fino a quando non verrà allestito in Palazzo Baldassini un locale atto alla conservazione definitiva di tale materiale. A questa prima parte è da affiancare una seconda parte di pubblicazioni periodiche: si tratta di oltre 50 testate, alcune complete, altre molto lacunose.

 

Sicuramente, molto di questo materiale, raccolto nel corso di quarant’anni di lavoro seguendo precisi criteri di selezione e valorizzazione, è di rilevante importanza scientifica. Sono presenti riviste italiane, di interesse nazionale o locale, e periodici stranieri: molte, ad esempio, inerenti la nascita della storia della pietà popolare soprattutto riguardante la zona veneta e il sud dell’Italia oppure altre, quali “La Civiltà Cattolica”, presente con numerose annate fin dall’Ottocento.

 

Altra parte della Biblioteca è quella relativa ai suoi scritti che, nel corso degli anni della presidenza dell’Istituto Sturzo, è già stata catalogata e  resa disponibile. Si tratta di 323 pubblicazioni comprendenti  studi particolari, opere collettanee, curatele, presentazioni, estratti di articoli: tale nucleo verrà completato con il materiale mancante, in modo da affiancare alla Biblioteca di lavoro anche tutta la sua produzione.

 

 

La Biblioteca del Prof. De Rosa e la sua opera offrono nel loro insieme uno spaccato della storia contemporanea e soprattutto del pensiero cattolico del novecento italiano di insostituibile importanza; valorizzare e conservare tale materiale uniformemente è un dovere e una responsabilità che testimoniano il valore “di una storia «integrata» nella quale «cultura, pratica religiosa, economia, istituzioni non sono comportamenti specialistici a sé, ma componenti, vasi comunicanti di una medesima realtà di scienza storica, che è quella in ultima analisi dell’umanità»”.