n. 2-3 - 2012

La via italiana al federalismo

Federalismo è un termine polisenso che non indica un contenuto obbligatorio, ma che va spiegato in rapporto agli obiettivi perseguiti. In talune esperienze più significative significa Stato di Stati o Stato composto di Stati membri, quindi una ripartizione costituzionale di sovranità tra due livelli di statualità attraverso un patto costituzionale. Nel nostro ordinamento un modello siffatto non è previsto in Costituzione, che anzi sottolinea il principio di unità ed indivisibilità della Repubblica. Ma il termine federalismo può anche essere utilizzato per sottolineare il forte potenziamento delle autonomie territoriali regionali e locali, tanto più se fondato sul principio di sussidiarietà. In tal senso si può dire che quello italiano è un ordinamento policentrico fondato su una Repubblica delle autonomie, che ben può rappresentare la via italiana al federalismo, in cui vi è una forte valorizzazione di Regioni ed enti locali nell’ambito di un sistema che è articolato, da un lato, su due livelli di potestà legislativa (Stato e Regioni); dall’altro, su due livelli di amministrazione operativa (comuni e unioni di comuni; province o città metropolitane). Va però sottolineato che il disegno costituzionale ha bisogno di una concreta attuazione in tempi ristretti, che è anche l’occasione per porre mano ad una profonda semplificazione di tutto il sistema istituzionale. Altrimenti il rischio è che le attese di valorizzazione delle autonomie siano mortificate e riprenda vigore il centralismo.
Gian Candido De Martin
Direttore Centro di Ricerca sulle Amministrazioni pubbliche “Vittorio Bachelet”.