n. 2-3 - 2012

Prefazione

Gennaro Acquaviva è un personaggio noto che ha svolto un ruolo importante nel rapporto Stato-Chiesa che ha portato con il governo Craxi al nuovo concordato del Febbraio 1984.
Chi lo conosce di persona ne ammira la franchezza spregiudicata con cui evita i labirinti intellettualistici in base ai quali ogni proposta risveglia l’obiezione e tutto si esaurisce nel dubbio inconcludente. Una riprova di questa qualità la si ritrova nel contributo che pubblichiamo che si richiama ad un precedente intervento su Il Foglio del 3 aprile 2012 che tratta della questione del risveglio dei cattolici per un impegno nella politica.
La tesi di fondo è che i cattolici italiani esistono ancora, si raggruppano e si articolano in movimenti, associazioni che trovano il loro riferimento nelle 18 mila parrocchie che coprono l’intero territorio nazionale. Perché non fanno massa questi cattolici nella vita politica? Perché manca un progetto unificante, una leadership forte in grado di tradurre l’agire sociale in agire politico.
Mancano i “traghettatori” e anche quelli che oggi si attribuiscono questo ruolo galleggiano sul vuoto perché la loro legittimità, è incrinata dagli interessi rappresentati non sempre compatibili tra loro e non politicamente vincolanti per gli associati.
In mancanza di questi traghettatori la pur vivace dimensione parrocchiale, ricca di volontariato, tende a racchiudersi in piccole patrie, non comunicanti tra loro.
Acquaviva si fa portatore di una forte convinzione: l’impegno politico dei cattolici non è un optional ma un dovere civico soprattutto in un momento di crisi, quale è quello attuale anche perché il mondo cattolico è depositario di una eredità di valori, di esperienze che non si racchiudono nella sfera privata della fede, ma che coinvolgono anche la gestione della cosa pubblica.
Esplicito il richiamo al risveglio che preclude ad un impegno attivo delle gerarchie ecclesiastiche, del laicato cattolico capace di recapitare alle piccole patrie parrocchiali un progetto culturale ed operativo con cui organizzare la partecipazione dei cittadini alla vita politica.
Gennaro Acquaviva
Presidente Fondazione Socialismo



«È dunque una dimensione di impegno popolare e di massa che occorre tornare a ricercare, promuovere e mettere in azione. Questo è indispensabile se si vuole operare seriamente per contribuire al rinnovamento profondo della politica».