n. 2-3 - 2012

Prefazione

«Il tema della disoccupazione giovanile non può essere affrontato solo in termini di deprecazione moralistica o di salvifiche soluzioni estemporanee. Bisogna dire chiaramente ai giovani che l’accesso al mercato del lavoro, soprattutto quando le opportunità sono limitate, presuppone la disponibilità di conoscenze, di competenze, di abilità che sostanziano la capacità lavorativa di una persona nonché quella di partecipare attivamente alla vita della società. Al di fuori di queste condizioni le persone languiscono al margine della società, il progresso tecnologico non si traduce in crescita economica, e gli Stati non possono competere in una società globale basata sulla conoscenza».
Parole con cui il Segretario Generale dell’OECD Angel Gurrias ha presentato la “Global Skills Strategy” ossia una strategia fornita ai decisori politici e alle parti sociali perché attraverso una riorganizzazione delle istituzioni formative e del mercato del lavoro si favorisca l’inclusione dei giovani nei processi di sviluppo.
Siamo grati a Marco Ricceri per il suo contributo che ci consente di conoscere le raccomandazioni e le azioni che questa prestigiosa istituzione propone operando su tre leve politiche: quelle che migliorano la qualità e la quantità degli “skills”, quelle che incoraggiano le persone a fornire gli skills necessari al mercato del lavoro, quelle che assicurano un utilizzo effettivo degli skills. Con l’autorizzazione dell’autore per ciascuna di queste politiche ci limitiamo ad indicare i titoli delle azioni proposte che nel testo originario sono specificate nei loro contenuti, impegnandoci a fornire l’intera documentazione a quanti ne facciano richiesta.
Non è il caso di insistere sull’importanza del tema proposto per il nostro paese, in cui l’elevata disoccupazione giovanile incorpora anche gli effetti di un disallineamento tra domanda ed offerta di lavoro, da sempre evidenziato e mai corretto, imputabile da un lato al “velo di ignoranza” con cui le famiglie e i giovani operano le loro scelte di investimento formativo e dall’altro lato alla scarsa efficienza delle strutture pubbliche che dovrebbero far coincidere domanda ed offerta di lavoro.
Marco Ricceri
Segretario generale EURISPES



«Potenziare i servizi pubblici per l’impiego e i programmi di formazione per migliorare l’incontro tra I lavoratori ed il loro lavoro»