Giuseppe Toniolo

di Giovanni Tassani

· Nel 1921 un cattolico francese molto attento alla storia ed alla cultura italiane, Maurice Vaussard, pubblica un libro–rassegna sull’intellettualità cattolica italiana, che non verrà mai tradotto nella nostra lingua, nonostante sia pubblicato in Francia in coedizione con la Libreria Italiana di Parigi[1]. La prima parte riguarda i capi e i centri del movimento cattolico organizzato, la seconda parte gli scienziati e gli artisti. Il libro è interessante come sguardo francese, con parametri di comparazione tra i due casi nazionali. Toniolo vi campeggia come personaggio chiave. La stessa ammirata considerazione compare, nello stesso periodo, nella prefazione a un libro di memorie religiose del Toniolo, che Vaussard vorrà pubblicare sempre in Francia, dal titolo: Journal spirituel, evidenziando l’iter scientifico ed il ruolo organizzativo e culturale dello studioso italiano, dall’Unione cattolica degli studi sociali, alla “Rivista internazionale di Scienze sociali”, all’Unione popolare ed alle Settimane sociali: “Questo grande cristiano – scriveva Vaussard – morì senz’altro titolo che quello di professore..., povero come aveva vissuto Ma egli ha fatto per la gloria futura dell’Italia più di due o tre generazioni di politici”.
È dello stesso periodo l’opuscolo di Filippo Meda su Toniolo, che esce come numero 2 della collanina “I nostri” (il numero 1 è stato dedicato al card. Ferrari), dell’editrice cattolica milanese “Pro Familia”: in cui è delineato in sequenza l’uomo, l’apostolo, l’economista[2].
Toniolo, morto da tre anni, era stato vissuto dai cattolici italiani come bandiera, figura nobile di riflessione e di organizzazione, centrale in un periodo storico in cui i parametri culturali erano in via di trasformazione, con la decadenza del positivismo ed il sorgere di un nuovo idealismo; in cui il pontificato, nucleo veritativo centrale di cattolicesimo e civiltà, ritornava a emergere, con Leone XIII, sul piano internazionale in alleanza col popolo; ed infine le classi sociali lavoratrici andavano organizzandosi cercando di ridisegnare l’intera società. Era stato chiarissimo allo storico Toniolo, che esortava ad essere “attenti all’ora che passa”, che i cattolici, abbandonando miti e nostalgie, dovevano inserirsi in questo moto, con capacità di visione, organizzazione e gradualità