Le basi etico morali del vivere comune

All’inizio del terzo millennio l’Italia si trova a fronteggiare una grave crisi di speranza nel futuro. La crescita è ferma da dieci anni, da quando, cioè, é nato l'euro, ad indicare la difficoltà del nostro paese di accedere ai livelli tecnici e  qualitativi connessi con la globalizzazione. La  capillare presenza dello stato, che copre quasi il 50% della ricchezza prodotta, non incide sui livelli di disuguaglianza che rimangono tra i più alti in tutta la UE, in larga parte per effetto delle disparità territoriali esistenti tra Nord e Sud. Con ampie sacche di popolazione che, con lo scoppio della crisi, sono a rischio di impoverimento. La struttura demografica  è fortemente squilibrata verso le generazioni adulte e le scelte politico-economiche che ne sono conseguite hanno costantemente  penalizzato il futuro dei giovani,  riducendo significativamente le loro possibilità di trovare lavoro e i loro orizzonti di progettualità. Denatalità, crisi degli investimenti, stallo della creazione di valore economico,  diffuso senso  di smarrimento sono le  diverse facce di una medesima crisi di speranza e di senso che si traduce in una afasia progettuale e in una sfiducia nel futuro.
Dobbiamo guardare in faccia questa realtà senza indulgenze, facendo appello alla ricchezza delle nostre radici e ripartire comprendendo appieno le enormi potenzialità materiali e spirituali del nostro paese.

MAURO MAGATTI
Università Cattolica del Sacro Cuore Milano

«La sfida è quella della crescita. Per risollevarsi l’Italia deve produrre uno sforzo comune, di ordine prima di tutto morale, a cui tutte le forze positive di questo straordinario paese devono dare un contributo».