Democrazia e cristianesimo

In un tempo di grave dispersione dei valori e insieme di grandi cambiamenti come quello attuale recuperare, specialmente per i più giovani, le motivazioni ideali  e morali dell’impegno civile è la condizione prima di una nuova stagione di cittadinanza attiva nel Paese (1). L’urgenza di una rigenerata cultura di governo e di un costume pubblico adeguato non può essere soltanto evocata; va declinata nel concreto delle sue molteplici articolazioni, tanto più oggi mentre un intero ciclo storico di vita istituzionale e civile del Paese ha esaurito la propria spinta propulsiva. Perciò è necessario ripartire dalle fondamenta: porre la pietra angolare intorno alla quale edificare in modo solido la nuova costruzione.
La pietra angolare, sta per noi nella concezione della democrazia e del suo rapporto con il cristianesimo come fede religiosa confessata e come riferimento di quei principi di rispetto umano, di giustizia e di solidarietà sociale che formano nel loro insieme il bene comune. Le considerazioni che seguono sono lo sviluppo del documento della Carta d’Intesa condiviso nel corso di quest’anno da un primo gruppo di soggetti sociali cattolici: un percorso di elaborazione culturale e progettuale sulla situazione del Paese e le sue prospettive, avviato dalla ottava edizione della Tre Giorni della Fondazione Toniolo di Pisa del 2010 per proseguire nelle edizioni successive, a iniziare da quella  del primo- tre dicembre 2011 (2)

GIUSEPPE SANGIORGI
Saggista

«Il Magistero e la Dottrina Sociale della Chiesa hanno sviluppato sul rapporto tra democrazia e cristianesimo una imponente mole di riflessioni e di orientamenti sociali, politici, economici, che a loro volta hanno dato vita a innumerevoli lavori di ricerca sulle più diverse implicazioni di tali orientamenti».