Per il nuovo Codice di Camaldoli

Quando ancora la guerra non era terminata, in mezzo a macerie fumanti, i Cattolici italiani non si adoperarono tanto a denunciare i guasti profondi e le sofferenze prodotte dal regime, né si limitarono a svolgere ruoli di compassione pubblica e di testimonianza personali, pure necessari e altamente apprezzati. Piuttosto, sfidando i pessimisti di turno, si misero a produrre un pensiero adeguato al disegno di un modello di ordine sociale all’altezza delle sfide che si sarebbero dovute affrontare a guerra finita. Da questa intenzionalità e da una forte carica di generosità nacque il Codice di Camaldoli, della cui influenza sulla politica della nuova Italia e, in particolare, sulla architettura della nuova Costituzione Repubblicana mai si dirà abbastanza.

STEFANO ZAMAGNI

«I cattolici, infatti, hanno due risorse straordinarie da mettere in campo […] l’amicizia civile, per un verso, e la pratica del dono come gratuità, per l’altro verso. Da entrambe può trarre alimento e coraggio la buona politica per il bene comune”».