La novità di Todi

Guardiamo agli elementi che hanno caratterizzato la novità di Todi, un pò distorti dall’attenzione pubblica con lo stucchevole interrogativo se sia nato o meno un nuovo partito. È stata una giornata preparata da tempo, il lavoro del forum nasce tre anni fa come alleanza sociale che riscopre l’appartenenza alla dottrina sociale della Chiesa. Sembra una cosa banale per un’organizzazione di matrice cattolica, ma in realtà erano quarant’anni che non capitava. La sempre più diffusa consapevolezza che dalla dottrina sociale della Chiesa può venire la linfa vitale di un nuovo impegno delle nostre organizzazioni per il rinnovamento del Paese, è una novità importante.
Ricordiamo che negli anni ’70 nel mondo del lavoro si rompe l’unità intorno alla dottrina sociale della Chiesa: non c’era l’autonomizzazione solo dalla Democrazia cristiana come partito sintesi, ma un pezzo del mondo del lavoro riteneva che la dottrina sociale della Chiesa fosse un corpo inadeguato a interpretare i conflitti sociali. E questo lascito ha accompagnato la storia del mondo del lavoro ed anche della formazione della classe dirigente cattolica, che in parte ritroviamo oggi nella diaspora politica.
Oggi si riscopre la necessità di ripartire dalla dottrina sociale della Chiesa vedendone l’attualità. E qui c’è il secondo punto di novità: l’incontro di Todi si è svolto nella convinzione che sia finita la seconda Repubblica e che questa abbia prodotto un’offerta politica inadeguata ad affrontare la natura dei problemi che abbiamo davanti.

 

NATALE FORLANI
Portavoce del Forum delle persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica del mondo del lavoro


«[…] nessun percorso nuovo […] potrà essere approvato se i cattolici democratici non cesseranno di essere “ospiti” ininfluenti all’interno di contenitori politici di rifugio; per riassumere autonomia e forza adeguate al nuovo impegno che Todi ha fatto registrare».