n. 1-2 - 2015

Curriculum personale e politico di Piero Malvestiti

Nasce ad Apiro (Macerata) il 26 giugno 1899 da Giovanni Malvestiti e Ernesta Garzonio.

Ufficiale combattente della prima guerra europea, decorato di Croce al merito di guerra e di una seconda Croce di guerra per attività partigiana durante il secondo conflitto mondiale.

Nel primo dopoguerra pubblicsta e propagandista d’azione cattolica. Collaboratore ordinario, specie per le materie economiche e finanziarie, del quotidiano «L’Italia» di Milano.

Nel 1923 segretario provinciale milanese dell’Unione Nazionale Reduci di Guerra, poi della Lega Lombarda Reduci di guerra, soppressa dal fascismo.

Relatore per l’Italia all’ultimo Congresso Internazionale dei Lavoratori Bianchi (1923).

Nel 1928 fonda il «Movimento Guelfo d’Azione», che nel 1932 lavorò in coordianmento con elementi lombardi di «Giustizia e Libertà».

Arrestato dall’Ovra il 19 marzo 1933 e tenuto in segregazione cellulare sino al processo, il 30 gennaoi 1934 è condannato dal Tribunale Speciale in Roma a cinque anni di reclusione più tre di libertà vigilata.

Nell’estate del 1942, con Enrico Falck e Edoardo Clerici, prende accordi con Alcide De Gasperi per la fusione del «Movimento Guelfo» con gli elementi dell’ex Partito Popolare; accordi riconfermati in successive riunioni clandestine, in cui fu preparato il «Programma di Milano» della Democrazia Cristiana, e alle quali parteciparono, fra gli altri, Grandi, Gronchi, Jacini, Meda, Migliori e Brusasca. Il 25 luglio 1943 è firmatario a Milano, per la Democrazia Cristiana, del manifesto interpartiti.

Dopo l’8 settembre 1943 è esule in Svizzera.

È direttore delle Finanze nel governo partigiano di Domodossola e viene riportato in Svizzera gravemente ferito durante il rastrellamento nazifascista dell’ottobre 1944.

Ancora sofferente rientra clandestinamente in Italia il 12 aprile 1945 e partecipa alla liberazione di Como.

Nel gennaio 1946 partecipa al Primo Congresso Internazionale dei Cristiano-Sociali.

Nello stesso anno insegna politica economica nel corso di studi sociali dell’Istituto Giuseppe Toniolo.

Il primo congresso della Democrazia Cristiana lo elegge al Consiglio Nazionale e per qualche tempo fa anche parte della Direzione del partito.

Già fondatore e direttore di «Democrazia», organo della Democrazia Cristiana Lombarda è consigliere comunale di Milano; è poi deputato alla Costituente per il collegio Milano-Pavia; deputato al parlamento dall’aprile 1948; sottosegretario di Stato per il Tesoro dal 27 maggio 1948 al 16 luglio 1951 (4°, 5° e 6° governo De Gasperi); Ministro Agricoltura e Foreste dal 26 luglio 1951 al 29 giugno 1953 (7° governo De Gasperi); Ministro Industria e Commercio dal 16 luglio 1953 al 28 luglio 1953 (8° governo De Gasperi); Presidente della fondazione del Comitato Imi-Erp e del Comitato misto italo-americano; Vice-presidente della Commissione della Comunità Economica Europea (Cee) dal 7 gennaio 1958 al 1959; Presidente della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (Ceca) dal 15 settembre 1959. Allo scadere del mandato, nel dicembre 1961, è confermato nella carica per un nuovo biennio fino al 1963, anno delle sue dimissioni.

Nel 1963 capeggia la lista democristiana di Milano alle elezioni politiche. Primo dei non eletti rientra comunque subito dopo alla Camera dei Deputati.

Muore a Milano il 5 novembre 1964.