n. 1-2 - 2015

Un Faro su un pezzo di Storia

di Giuseppe Sangiorgi
(Segretario generale, Istituto Luigi Sturzo)

 

Buongiorno, benvenuti a tutti, sono Giuseppe Sangiorgi rappresento l’Istituto Sturzo del quale sono il segretario generale. Potrei semplicemente dire che il mio intervento l’ha fatto il Presidente Weiler, nel senso che condivido dalla prima all’ultima parola quello che ha detto e condivido anche l’emozione di cui parlava il direttore Schlenker, perché quando finalmente si finisce un lavoro d’archivio su un personaggio, su un fatto e quelle carte vengono messe a disposizione di tutti, si accende un altro faro su un pezzo di storia che prima era sconosciuto e quindi da questo momento in poi sappiamo una cosa in più.

Nel caso di Malvestiti poi, la storia di quest’uomo è anche la storia di un’idea, ed è la storia di quello che i cattolici italiani hanno fatto nel secolo scorso in due direzioni: la lotta contro il fascismo e la proiezione dell’Italia sulla scena internazionale, perché Malvestiti con la sua lunga testimonianza significa  entrambe queste cose.

Questa storia inizia nel 1928, quando Malvestiti da vita a una delle prime iniziative che traducono l’antifascismo nella resistenza al fascismo, perché il momento dei Guelfi nasce alla fine degli anni Venti, Malvestiti sarà arrestato pochi anni dopo, e dunque i cattolici milanesi sono tra i primi a fare dell’antifascismo qualcosa di organizzato. 

All’inizio degli anni Quaranta la presenza dei guelfi si struttura all’interno della nascente Democrazia Cristiana e nel Comitato di Liberazione dell’alta Italia, segnando di nuovo una pagina eroica di queste personalità e della loro partecipazione alla lotta partigiana. 

Con questa emozione dunque diamo inizio ai lavori, e credo che le personalità che illustreranno oggi i risultati del lavoro di inventariazione del fondo Malvestiti, apriranno gli occhi a tutti noi su un pezzo di storia di grande rilievo democratico del nostro Paese.