n. 1-2 - 2015

Il “MEMORANDUM MALVESTITI”: introduzione e commento

di Gherardo Bonini
(Vicedirettore Archivi Storici, HAEU, EUI)

 

Il 19 dicembre 1950 la delegazione italiana che negoziava con la controparte statunitense i possibili contributi finanziari americani per il sostegno al riarmo italiano presentava un articolato documento con un solido impianto politico-economico, che era intitolato nell’originale inglese Italian Memorandum Regarding Effect of Military Production on the Italian Economy, ma che la storiografia, soprattutto italiana, ha comunemente definito come il ‘memorandum Malvestiti’(1).

In effetti, l’allora sottosegretario al Tesoro Piero Malvestiti era stato il coordinatore del gruppo di lavoro inter-ministeriale che era stato incaricato di redigere un tale complesso ed importante documento. Nella stesura, egli ne era stato l’ispiratore e il maggior contributore.

Il documento, allora segreto, è tuttora non disponibile alla visione negli archivi italiani istituzionali di competenza, mentre gli studiosi (anche italiani) lo hanno potuto consultare negli Archivi nazionali statunitensi, attualmente collocati a College Park nel Maryland.

Presso gli Archivi storici dell’Unione europea, durante l’inventariazione del fondo Malvestiti, sono stati individuati dei fascicoli preparatori, composti per lo più di note manoscritte, che, grazie all’aiuto del prof. Carlo Spagnolo, sono risultate essere come versioni primigenie, se pur parziali, di larghi tratti del Memorandum.

Onde arricchire gli Atti dedicati alla giornata di riflessione su Malvestiti e come ideale  completamento del contributo del prof. Spagnolo sulla genesi stessa del Memorandum si è deciso di riprodurlo, avvalendosi dell’opportunità di averne una copia preliminare, in lingua italiana, non all’interno del fondo Piero Malvestiti (che non ne conserva memoria), ma facente parte di un faldone delle carte di Alcide De Gasperi, depositate presso gli Archivi storici dell’Unione europea e disponibili al pubblico dal 1° febbraio 2014.

Oltre che mirato alla messa a disposizione di un documento importante, ma di difficile accesso, l’intento di questa riproposizione è stato quello di mettere bene in evidenza quanto esteso e qualitativamente significativo fu il contributo di Piero Malvestiti all’elaborazione del Memorandum stesso, al fine di rendere effettivamente ragione del perché tale documento sia strettamente associato al nome di Piero Malvestiti.

Per questa opera di prima valorizzazione – lontana dall’essere un’edizione critica del Memorandum, che necessiterebbe di una completa indagine sugli effettivi contributi degli altri membri del gruppo di lavoro – è stato fondamentale non solo l’avere reperito, come accennato, evidenti tracce preparatorie nelle menzionate note manoscritte, ma anche avere trovato precisi riferimenti in un altro documento, una densa e lunga nota dattiloscritta, riservata all’epoca, di ben 21 pagine sul moltiplicatore – un fattore di calcolo proprio della teoria economica di stampo keynesiano adottata strumentalmente nel Memorandum - datata 28 novembre 1950, preparata da Malvestiti ed inviata all’attenzione di De Gasperi. 

Il testo originale di questa nota, molto tecnica ed articolata, è reperibile anch’esso nel fondo De Gasperi ed in copia (una delle copie allora riprodotte con carta carbone) anche in un faldone del fondo Malvestiti.

Ci rendiamo perfettamente conto di aver solamente abbozzato lo studio diretto a stimare e/o calcolare la percentuale d’intervento di Malvestiti nell’elaborazione del Memorandum, il risultato però, anche graficamente – dunque immediatamente percepibile al lettore – ci sembra assai incoraggiante: larghe parti delle note manoscritte e della nota sul moltiplicatore furono riversate quasi alla lettera nel documento presentato alla controparte statunitense.

Pensiamo che solo questo dato possa in qualche modo illuminare sull’autorevolezza e la competenza – oltre che sulla lucidità intellettuale – di Malvestiti quale esperto d’economia(2).

Nella preparazione del Memorandum, certamente, la discussione all’interno del gruppo di lavoro fu senz’altro intensa e dibattuta e, con ogni probabilità, Malvestiti contribuì fattivamente alla stesura anche degli altri punti non trasposti direttamente dai suoi scritti. La filosofia generale dell’analisi corrisponde a ciò che Malvestiti sosteneva nel campo della teoria e della progettazione economica e riteniamo che sarebbe uno studio assai stimolante accertare, per ognuno dei punti frutto di lavoro comune, quale sia stato il suo ruolo e quanto peso abbiano avuto i suoi collaboratori.

Infine, un’ultima notazione. L’approfondimento sul contributo di Malvestiti s’è avvalso di elementi appartenenti al fondo De Gasperi. Riteniamo una grande opportunità per gli studiosi potere collegare, in più ambiti ed in più settori di ricerca, questi due patrimoni archivistici, riferenti a due figure importanti – l’una sottostimata, Piero Malvestiti, l’altra di fama acclarata, Alcide De Gasperi – per ricostruire il quadro storico della lunga epoca storica della quale entrambi furono protagonisti.


MEMORANDUM SULLA DIFESA (VEDI IL PDF)

 


 

(1)
Fra gli altri, L. Sebesta, L’Europa indifesa. Sistema di sicurezza atlantico e caso italiano 1948-1955, Firenze, Ponte alle Grazie, 1991, pp. 194 e ssgg. e C. Spagnolo, La stabilizzazione incompiuta. Il piano Marshall in Italia (1947-1952), Roma, Carocci editore, 2001, p. 284.

(2)
Ricordiamo che nella sua intensa produzione pubblicistica, Malvestiti scrisse numerosi articoli e contributi di carattere economico, ma dette anche alle stampe una monografia, “Lo stato e l’economia”, pubblicata a Roma nel 1955 per conto delle Edizioni di storia e letteratura. E’ un testo che necessiterebbe, a nostro modesto avviso, di una sicura rivalutazione storica e storiografica.