n. 3 - 2013 n. 1 - 2014

L'impegno di Civitas

L’Italia è parte indivisibile del perdurante stato di crisi in cui versa l’Unione Europea nella realizzazione di una “struttura politica” ma soprattutto, allo stato attuale, nel prendere atto della non più rinviabile necessità di uno strutturato governo dell’economia e relativa gradualità.

È indubbio che l’Unione, composta di Stati con identità, personalità, storie e lingue diverse sia sottoposta alla prospettiva di una unificazione non soltanto di volontà ma anche di reali strumenti costituzionali sovranazionali, che richiede tempi lenti di maturazione. Su questo fronte la persuasione della irreversibilità assunta dal processo di unificazione da forza alla prospettiva del disegno sul quale ormai c’è il sigillo della storia.

Se questa è l’attesa, non altrettanto può attendere la chiarezza che occorre fare su quale sia la prospettiva più adeguata della gestione dell’economia di mercato e dei suoi irrinunciabili contenuti sociali, come sistema aperto e inclusivo delle realtà effettuali dei vari Paesi, la cui crescita individuale è garanzia di una visione realistica di sviluppo che deve essere assicurata, non soltanto come speranza ma come certezza, da una globale governance dell’Unione Europea.

In linea con tale prospettiva l’Italia deve adeguare i propri istituti e strumenti perché il sociale permei concretamente le proprie leggi, per cui la politica finanziaria generi una politica economica che a sua volta produca ricchezza che una saggia politica sappia con giustizia distribuire.

«CIVITAS» dedica questi numeri a un compendio di vari punti di vista sull’argomento con la fiducia di poter contribuire alla più larga diffusione della socialità nella cultura del nostro Paese che, nonostante sia stato tra i promotori decisivi della nuova Europa, non è, purtroppo, tra i più influenti.

A. C.