n. 3 - 2013 n. 1 - 2014

Economia sociale significa…

a cura della Fondazione Konrad Adenauer

La Fondazione Konrad Adenauer è impegnata nella promozione dei seguenti principi in Germania, Europa e nel Mondo, dando ad essi un significato aderente al pensiero di economisti, storici, uomini di cultura. Principi condivisi dall’Istituto Luigi Sturzo con il contributo delle sue iniziative pubbliche, editoriali e di ricerca storica che vede in primo piano la Rivista CIVITAS.

…finanze pubbliche solide.

«Qualsiasi tentativo di creare un ipotetico benessere con spirito caritatevole, spendendo più denaro di quanto disponibile tramite le entrate del fisco, violerebbe principi buoni e assodati». (Ludwig Erhard)

… impegnarsi nel partenariato sociale e nella contrattazione collettiva. I lavoratori e i datori di lavoro sono in grado di regolare i propri rapporti lavorativi meglio di quanto non possa fare lo Stato.

«Si deve fare tutto il possibile per spostare il punto focale dell’assunzione di responsabilità dal governo centrale verso la posizione che più naturalmente gli spetterebbe, sulla base della ragionevolezza e dell’esperienza storica, ovvero verso organizzazioni non governative decentralizzate». (Wilhelm Röpke)

…una concorrenza funzionante tra le imprese, preferibilmente priva di sussidi che la deformino. La concorrenza è garante dell’innovazione.

«Senza concorrenza o se questa è insufficiente, le forze trainanti dei prezzi di mercato e costituzionalmente volute verranno ostacolate. La produzione e la distribuzione dei beni andranno in una direzione non desiderata. Tuttavia, una cooperazione economica indirizzata nella direzione errata non sarebbe neanche il male peggiore: ancor più grave sarebbe l’alterazione del valore della giustizia sociale nel sistema del libero mercato». (Franz Böhm)

…equa partecipazione alla meritocrazia.

Questo aspetto riguarda le opportunità nel mercato del lavoro, la possibilità di mobilità economica per mezzo dell’istruzione e dell’assistenza all’integrazione sociale degli immigrati.

«Offrire le medesime condizioni di vita e le medesime opportunità di avanzamento economico garantendo pari opportunità di istruzione a vari livelli, in base alle attitudini e alle affinità dei nostri giovani, a prescindere dal reddito e dal patrimonio dei loro genitori, è una parte essenziale di una politica familiare attiva». (Ludwig Erhard)

…valorizzazione della famiglia e impegno civile.

«Siamo dell’opinione che esista una quantità infinita di cose più importanti dell’economia: la famiglia, la comunità, lo Stato, e tutte le forme di integrazione sociale in generale […] ». (Alexander Rüstow)

…mercati aperti in un mondo globalizzato che non siano regolamentati da dazi e da restrizioni commerciali.

«Aspiriamo al maggior grado di libertà possibile nei mercati esteri, per rilanciare il principio, da cui tutti i popoli hanno tratto beneficio, della divisione internazionale del lavoro». (Ludwig Erhard)

…una politica monetaria indipendente che si concentri sul mantenimento della stabilità dei prezzi.

«Tutti gli sforzi volti a realizzare l’ordine della concorrenza saranno vani, fin quando non si assicurerà una certa stabilità monetaria. La politica monetaria è l’elemento primario ai fini dell’ordine della concorrenza». (Walter Eucken)

… uno Stato “forte” che fornisca delle linee guida ma che non si intrometta in tutti gli aspetti della vita.

«Non è uno Stato forte quello che si ingerisce in tutto e che attrae tutto a se. Al contrario, ciò che caratterizza uno Stato forte non è la sua attitudine ad intromettersi in tutte le questioni, bensì l’indipendenza dai gruppi di interesse e l’inflessibile affermazione della propria autorità e della propria dignità di rappresentante dell’universale». (Wilhelm Röpke)

…tutelare dai rischi della vita in modo solidale, garantendo il principio di sussidiarietà.

«La libertà economica e l’obbligo di previdenza sociale sono incompatibili tra loro. Pertanto, è indispensabile che il principio di sussidiarietà sia riconosciuto come uno dei principi ordinatori della sicurezza sociale e che sia al più presto data priorità all’auto aiuto e alla responsabilità individuale. L’obbligo di tutela da parte dello Stato deve fermarsi laddove il singolo e la sua famiglia siano ancora in grado di provvedere autonomamente e sotto la propria responsabilità alla propria previdenza». (Ludwig Erhard)

…accettazione delle differenze di reddito, a condizione che esse non allarghino eccessivamente la forbice tra il ricco e il povero. In questo contesto entra in gioco la politica statale della distribuzione.

«È dimostrato che la distribuzione del prodotto nazionale tramite il meccanismo dei prezzi […] sia preferibile rispetto alla distribuzione basata sulle decisioni arbitrarie di aziende pubbliche o private […] . Tuttavia, persino con questo meccanismo di distribuzione, permangono delle domande irrisolte e sono necessarie correzioni. […] . La disuguaglianza di reddito porta a una situazione in cui la produzione beni di lusso avviene già, mentre le necessità urgenti delle famiglie con basso reddito restano insoddisfatte. Ecco, quindi, dove la distribuzione in un ordine della concorrenza richiede correzioni». (Walter Eucken)

…tutela dei mezzi di sussistenza, e attività economiche sostenibili ed efficienti dal punto di vista delle risorse.

«La tutela della popolazione dai danni ambientali richiede che l’economia riconosca e metta in pratica la propria responsabilità sociale, adottando misure adeguate allo sviluppo di tecnologie volte a evitare danni all’umanità». (Ludwig Erhard)

…un sistema di tassazione equo che richieda al singolo un contributo alla comunità che sia proporzionato alle sue capacità.

«Ad esempio, è una vera e propria contraddizione che il cittadino si lamenti di un eccessivo onere fiscale e, allo stesso tempo, si aspetti un contributo da parte dello Stato, legittimando in tal modo ulteriormente il diritto morale dello Stato di imporre tasse ancora più alte». (Ludwig Erhard)

…un’imprenditoria forte e un impegno verso le piccole e medie imprese. L’accettazione della responsabilità e l’assunzione di rischi sono le forze trainanti del progresso sociale.

«Il trasferimento delle responsabilità […] implica un sistema in cui l’imprenditore, oltre al compito di assicurare la propria esistenza economica, ricopra un ruolo economico, anche se tale aspetto non sempre risulta immediatamente evidente al singolo. Ciononostante, quest’ultimo, pur non essendo conscio del proprio compito economico, può svolgere tale ruolo in un’economia di mercato in cui la libera formazione dei prezzi e il motore della concorrenza rimangano tutelati e fervidi». (Ludwig Erhard)

…un modo di pensare flessibile che non interpreti la libertà e l’equiparazione sociale come due entità contrapposte.

«L’economia di mercato è l’ordine di mercato più docile e vitale che si possa immaginare. Fin quando le condizioni minime vengono rispettate, è notevole come esso sia in grado, bene o male, di digerire i veleni, i corpi estranei e i fardelli […] . E voglio aggiungere: anche il potere digerente di questo […] sistema non è infinito. Più a lungo sarà protratta l’esposizione, più visibili saranno i danni, e più dure saranno le prove di resistenza da affrontare, tanto che persino questo sistema, alla fine, potrebbe non resistere». (Wilhelm Röpke)

…idee fondamentali nelle politiche di regolazione, da attuare a livello europeo e internazionale nell’interesse della stabilità economica.

«Per mettere in pratica con successo l’economia sociale di mercato in Europa, si deve, al contempo, portare negli altri Paesi la responsabilità sociale, che noi viviamo al nostro interno e per cui abbiamo trovato soluzioni a misura d’uomo». (Alfred Müller-Armack)

…una base etica per l’ordine sociale ed economico.

«Autodisciplina, senso di giustizia, onestà, equità, cavalleria, moderazione, senso civico, rispetto per l’altrui dignità umana, principi morali saldi: questi sono tutti aspetti che gli uomini devono interiorizzare nel momento in cui entrano nel mercato e nel meccanismo della concorrenza». (Wilhelm Röpke)

…fiducia nel talento e nelle capacità umane, ovvero nella loro attitudine alla libertà, basata sui principi della responsabilità personale, della tutela della proprietà, della libertà contrattuale e della decentralizzazione delle decisioni.

«La libertà civile sarà un’illusione, finché non si baserà sulle libertà economiche fondamentali, quali la mobilità del capitale e del lavoro, il diritto alla proprietà privata, e la garanzia di un profitto onesto». (Alfred Müller-Armack)