n. 3 - 2013 n. 1 - 2014

Presentazione

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FINANZA, ECONOMIA, CRESCITA SOCIALE

Roberto Mazzotta • Emmanuele Emanuele • Mario Toso • Franco Riva • Luca Miele • Fausto Bertinotti • Sebastiano Fadda • Fondazione Konrad Adenauer • Giuseppe Alvaro • Giuseppe Bianchi • Nicola Cacace • Danilo Campanella • Istituto De Gasperi • Ugo De Siervo

«Civitas» ospita in questo numero diversi punti di vista sui temi dell’economia, dei suoi possibili contenuti sociali in relazione alle spinte globali esercitate dalla tecnologia e dalla finanza e, per quanto ci riguarda ancora più direttamente, agli effetti del percorso istituzionale incompleto e contraddittorio dell’Europa della moneta unica.

Recessione e disoccupazione di massa hanno aggredito le economie mature dell’Occidente e non accennano ad attenuare: con effetti perversi nei Paesi deboli dell’Eurozona.

Eppure, l’apertura dei mercati e la dirompente diffusione dell’economia digitale avrebbero potuto consentire condizioni favorevoli di vitalità e una nuova epoca di prosperità.

Al contrario, l’avvio del nuovo millennio è stato seguito dalla formazione e dall’esplosione di bolle finanziarie, dalla lunga recessione delle economie reali, dalla conseguente dilatazione del malessere sociale determinato dalla mancanza di lavoro e dalla crisi dello Stato sociale.

É utile seguire due processi di riflessione destinati a formare le idee necessarie per svincolarsi dalle difficoltà. Il primo è istituzionale, il secondo culturale.

In Europa l’unità monetaria resta unità fiscale, non regge, genera gravi e progressivi fenomeni di polarizzazione tra aree forti e aree deboli e, al termine di un percorso negativo, metterà in crisi lo stesso mercato unico, con grave danno per tutti, anche per i forti. La politica fiscale è il cuore delle decisioni politiche e quindi il vero problema consiste nel rendere politicamente condiviso e possibile il salto istituzionale.

Viene in mente la raccomandazione di Robert Schuman: «L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; ma sorgerà da realizzazioni concrete che creino innanzitutto una solidarietà di fatto».

La solidarietà tra interessi diversi è un tema essenzialmente culturale. La vera paralisi del nostro tempo deriva, prima ancora che dalle strutture e dai dati materiali, dalla deformazione della mentalità e dei comportamenti a causa dei valori negativi che si sono imposti che determinano il conflitto come metodo di relazione e la negatività come rapporto con il futuro.

É importante quindi richiamare l’importanza di una cultura sociale diversa, rispetto a quelle che sovrastano il nostro tempo, che trova il proprio bacino naturale di origine e di arricchimento nella dottrina sociale cristiana. In essa non si trovano ovviamente gli strumenti delle politiche economiche e sociali oggi necessarie ma si trovano con grande abbondanza gli elementi concettuali che ne costituiscono il presupposto.

Dopo il crollo del socialismo reale e nel pieno di una crisi lunga e profonda generata dal predominio del capitalismo finanziario, la cultura dell’uomo e della solidarietà ha parole importanti da dire.

Roberto Mazzotta